Liuteria

La storia e la tecnica costruttiva dei numerosissimi strumenti musicali nel mondo è complessa ed in continuo divenire; legata ovviamente a quella dei generi e gusti musicali che si incontrano, si succedono e stratificano nei millenni. La proficua commistione tra culture musicali diverse non teme muri eretti o porti chiusi.

Dalla seconda metà del secolo scorso si è diffusa la sensibilità al fatto che se vogliamo capire ed assaporare l'essenza della musica di altre epoche e luoghi, la dobbiamo riprodurre con gli strumenti per cui era stata concepita.

Per quanto riguarda la grande arte europea del periodo rinascimentale e barocco, alcuni di questi strumenti hanno svolto un ruolo fondamentale, godendo per secoli di una diffusione e un apprezzamento testimoniati dalla mole di opere che i compositori hanno dedicato loro.

Limitandoci agli strumenti a corda certamente il liuto, il clavicembalo, la viola da gamba, i vari tipi di viella e più tardi il violino sono stati i più nobili e frequentati. Oggi noi costruiamo copie più o meno esatte di tali strumenti, alcuni dei quali hanno anche conosciuto l'oblio per secoli interi, semplicemente per il mutare degli orientamenti della musica nel corso del tempo.

Al fine di riottenere quel preciso suono e le stesse tecniche esecutive del passato, ci basiamo sugli strumenti originali sopravvissuti, sui disegni e le forme coeve lasciate dai famosi liutai del passato e sull'iconografia che raffigura situazioni reali o inventate di pratica musicale.

I quadri, le stampe ed i non sempre esaurienti trattati musicologici sono, per ciò che concerne gli strumenti più antichi fino al XVI secolo, le uniche fonti di informazioni sulla loro organologia, non essendo quasi sopravvissuti esemplari di quei periodi da analizzare; ma bisogna tenere in conto che la raffigurazione che ne facevano i pittori in quadri e affreschi può essere, per varie ragioni, fuorviante.

Dal seicento in poi ci giunge invece un numero importante di pezzi originali, oggi conservati in musei o in collezioni private, spesso ancora in uso; ma anche in questo caso c'è bisogno di una complicata, affascinante indagine da parte di musicologi e liutai per evitare una serie di errori valutativi: in primis perché quasi tutti questi strumenti sopravvissuti sono stati nel tempo modificati per adattarli alle varie consuetudini musicali del tempo; poi per dubbi sull'attribuzione di uno strumento ad un determinato costruttore anche perché il mercato dei falsi e delle contraffazioni è da secoli molto florido.

Qui di seguito alcuni degli strumenti che produco nel mio laboratorio, nel tentativo di avvicinarmi più possibile al suono che i nostri avi ne percepirono. Ciò ammesso che le nostre orecchie possano paragonarsi alle loro (ma questo è un altro discorso).